Napoli, si sa, è terra di convivio, di tradizione e fornelli, gli ingredienti antichi e la cucina di mammà.
A Natale la tavola è irresistibile e le vetrine dei pasticcieri in centro sono una tentazione continua a cui il miglior godimento è cedere.
Di giorno in certe strade si respirano quei profumi che ci riconducono alle domeniche dai nonni, il forno a legna e il lievito dei dolci: i più appassionati sanno recuperare questi sentori e restituirli in manufatti fedeli finanche nell’aspetto imperfetto e “casereccio”.
Quello dei pois bianco e nero è Leopoldo Infante, storia familiare ed estro partenopeo: non è cosa da poco, poichè il giovane cuciniere non è solo erede della mitica famiglia dei taralli ’nzogna e pepe, ma col tempo e la passione ha strutturato un brand e ha conquistato di diritto un posto nell’olimpo degli artigiani del sapore e soprattutto sulla tavola dei napoletani più buongustai o sotto l’albero!
Macarons ridecorati, cassatine al cioccolato nero e profumo di mandarino o i classici struffoli anche in versione al fondente: sono stati la degustazione di ieri l’altro come benvenuto al clima delle feste.
La pole position è andata tuttavia al panettone alle antiche spezie napoletane: un prodigio limited edition di queste festività, fatto con farine antiche (farro), burro e olio extravergine di oliva, con pezzi di tarallo e un gradevole retrogusto di pepe e nocciole.
Assaggiare per credere: prima di Natale!
di Salvio Parisi
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